PAOLA PETRICIG

Studio Specialistico

di Medicina Estetica

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© 2020 Paola Petricig 

Covid-19 Note informative

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La COVID-19[1] (acronimo dell'inglese COronaVIrus Disease 19), o malattia respiratoria acuta da

SARS-CoV-2 (dall'inglese Severe acute respiratory syndrome coronavirus 2, nome del virus) o più

semplicemente malattia da coronavirus 2019, è una malattia infettiva respiratoria causata

dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente alla famiglia dei coronavirus. I primi casi sono

stati riscontrati durante la pandemia di COVID-19 del 2019-2020.

[2]

 

Una persona infetta può presentare sintomi dopo un periodo di incubazione che può variare tra 2 e

14 giorni circa (raramente ci sono stati casi di 29 giorni), durante i quali può comunque essere

contagiosa.[3][4] Per limitarne la trasmissione devono essere prese precauzioni, come adottare

un'accurata igiene personale, lavarsi frequentemente le mani e indossare mascherine.[5] Coloro che

ritengono di essere infetti devono rimanere in quarantena, indossare una mascherina chirurgica e

chiamare immediatamente un medico al fine di ricevere appropriate indicazioni.[6][7]

Il coronavirus colpisce principalmente il tratto respiratorio inferiore e provoca una serie di sintomi

descritti come simil-influenzali,[8][7] tra cui febbre, tosse, respiro corto, dolore ai

muscoli, stanchezza e disturbi gastrointestinali quali la diarrea[9]; nei casi più gravi può verificarsi

una polmonite, una sindrome da distress respiratorio acuto, sepsi e shock settico, fino ad arrivare al

decesso del paziente. Non esiste un vaccino o un trattamento specifico per questa

malattia.[8] Attualmente il trattamento consiste nell'isolare il paziente e nel gestire i sintomi

clinici.[8][10]

La malattia venne identificata per la prima volta nei primi giorni del 2020 dalle autorità sanitarie

della città di Wuhan, capitale della provincia di Hubei in Cina, tra i pazienti che avevano sviluppato

una polmonite senza una causa chiara.

Intorno a metà dicembre 2019, le autorità sanitarie della città di Wuhan in Cina (circa 11 milioni di

abitanti), riscontrarono i primi casi di pazienti che mostravano i sintomi di una "polmonite di causa

sconosciuta"; questo primo gruppo di malati era in qualche modo collegato al locale mercato del

pesce, costituito da circa un migliaio di bancarelle su cui si vendevano

anche polli, fagiani, pipistrelli, marmotte, serpenti, cervi macchiati e organi di conigli oltre ad altri

animali selvatici. Fin da subito venne ipotizzato che si trattasse di un

nuovo coronavirus proveniente da una fonte animale (una zoonosi).[11][12][13][14]

Il ceppo responsabile della pandemia è stato identificato nei primi giorni di gennaio 2020 e

designato SARS-CoV-2 o "Nuovo Coronavirus di Wuhan", mentre il suo genoma è stato pubblicato

il 10 gennaio.[15] L'11 febbraio 2020 l'OMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal

nuovo coronavirus è stata chiamata COVID-19.

A marzo 2020 il tasso di mortalità e di morbilità dovuti alla malattia non sono ancora ben chiari;

mentre nel corso dell'attuale pandemia la mortalità tende a cambiare nel tempo, la percentuale di

infezioni che progrediscono verso una malattia diagnosticabile rimane ancora non

definita.[16][17] Tuttavia, la ricerca preliminare sulla COVID-19 ha rilevato un tasso di letalità

compreso tra il 9% e il 11%[18] e, nel gennaio 2020, l'OMS ha suggerito che questo valore potesse

essere di circa il 3%.[19] Uno studio effettuato su 55 casi fatali ha rilevato che le prime stime

sulla letalità potrebbero essere troppo elevate poiché non sono state prese in considerazione le

infezioni asintomatiche stimando, dunque, un tasso di letalità (la mortalità tra gli infetti) compreso

tra lo 0,8% includendo i portatori asintomatici e il 18% includendo solo i casi sintomatici della

provincia di Hubei.[20]

Al giorno 11 aprile, sono stati confermati 1.714.014 contagi, con 103.772 decessi e 388.577

guarigioni.[21]

 

Infezioni sono state segnalate in gran parte del mondo occidentale e in Asia, principalmente in

coloro che provenivano dalla Cina continentale, con trasmissione riscontrata anche

in Germania, Francia, Italia, Hong Kong, Vietnam, Thailandia, Singapore, Giappone, Corea del

Sud, Australia. I decessi sono stati segnalati nella Cina continentale, nelle Filippine, e a Hong

Kong. A partire dall'11 febbraio 2020, solo la Cina continentale è elencata come un'area con

trasmissione di comunità in corso.[22]

La malattia è causata dal virus denominato SARS-CoV-2, appartenente

alla famiglia dei coronavirus. Si ritiene che questo sia di origine zoonotica, ma attualmente

(febbraio 2020) la modalità di trasmissione predominante è fra uomo e uomo, generalmente

attraverso goccioline respiratorie (droplet) che le persone emettono starnutendo o tossendo, e che in

seguito vengono inspirate.[8]

Sebbene non siano ancora del tutto chiare le modalità di trasmissione del virus è stato confermato

che è in grado di passare da uomo a uomo. Un funzionario della sanità pubblica nello stato di

Washington negli Stati Uniti ha osservato che i coronavirus vengono trasmessi principalmente

"attraverso uno stretto contatto con un altro individuo, in particolare tossendo e starnutendo su

qualcun altro che si trova entro un raggio di circa 1-2 metri da quella persona".[24] Si ritiene, infatti,

che nella maggior parte dei casi la diffusione tra persone avvenga attraverso le goccioline

respiratorie emesse da un individuo infetto mediante tosse o starnuti che, successivamente, vengono

inalate da un soggetto sano che si trovi nelle vicinanze. È possibile infettarsi anche dopo aver

toccato superfici od oggetti ove sia presente il virus, portando poi le mani verso la propria bocca o

verso il naso o gli occhi.[25] Il virus, in condizioni ideali, può infatti persistere su diverse superfici

per ore o giorni.[26][27]

Sebbene i virus respiratori siano trasmissibili solitamente quando il soggetto malato presenta anche

i sintomi, sembrerebbe che il SARS-CoV-2 possa diffondersi anche in occasione di un contatto

ravvicinato con un paziente asintomatico.[25][28] Si stima che il tasso netto di riproduzione della

trasmissione del virus da uomo a uomo sia tra il 2,13[29] e il 4,82[30][31]. Tale valore indica il numero

di altre persone a cui un paziente appena infetto possa trasmettere la malattia. Secondo quanto

riferito, al 24 febbraio il nuovo coronavirus è stato finora in grado di trasmettersi in catena fino a un

massimo di quattro persone.[32]

Al 25 gennaio 2020 non è ancora stato confermato quale possa essere il serbatoio naturale del virus

nella fauna selvatica e l'ospite intermedio che lo ha trasmesso agli esseri umani. È stato invece

confermato che il SARS-CoV-2 riesce a entrare nella cellula umana attraverso il recettore ACE 2,

come il virus SARS.[38]

Gli esami istopatologici effettuati post mortem su campioni di tessuto polmonare hanno mostrato un

danno alveolare diffuso con essudati di fibromixoidi cellulari in entrambi i polmoni. Sono stati

osservati cambiamenti virali citopatici nei pneumociti. L'immagine polmonare assomigliava a

quella riscontrabile nella sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS).[39]

Coloro che sono infetti possono risultare asintomatici o presentare

alcuni sintomi come febbre, tosse o respiro corto.[40][41][42] Vomito, diarrea o sintomi respiratori

superiori (ad es. starnuti, naso che cola, mal di gola) sono meno frequenti.[43] La perdita dell'olfatto

(anosmia) con la conseguente alterazione del senso del gusto (disgeusia) può associarsi agli altri

sintomi descritti oppure può rappresentare l'unico sintomo presente.[44][45] I casi possono tuttavia

progredire in peggio evolvendo in polmonite, insufficienza multiorgano, fino a portare al decesso

nei soggetti più vulnerabili.[46][47]

Il periodo di incubazione varia da 1 a 14 giorni con un periodo mediano stimato di incubazione tra i

5 e i 6 giorni.[48][49]

Una revisione dell'Organizzazione mondiale della sanità effettuata su 55 924 casi confermati in

laboratorio in Cina ha indicato i seguenti segni e sintomi tipici: febbre (87,9% dei casi), tosse secca

 

(67,7%), affaticamento(38,1%), produzione di espettorato (33,4%), mancanza di respiro

(18,6%), mal di gola (13,9%), mal di testa (13,6%), mialgia o artralgia (14,8%), brividi (11,4%),

nausea o vomito (5,0%), congestione nasale (4,8%), diarrea (3,7 %), emottisi (0,9%) e congestione

congiuntivale (0,8%).[50]

Studi successivi hanno riportato una prevalenza più alta di disturbi gastrointestinali e in particolare

la diarrea.[51] La prevalenza di questi sintomi è stata osservata in percentuali che variano dal 3% al

31% dei pazienti a seconda dello studio.[51][9]

Un altro studio su 1 099 pazienti cinesi ha scoperto che le scansioni effettuate tramite tomografia

computerizzata hanno mostrato un'"opacità a vetro smerigliato" nel 56% dei pazienti, ma il 18%

non presentava segniradiologici. Opacità bilaterali e periferiche a vetro smerigliato sono i reperti

ottenuti tramite tomografia computerizzata più tipici, inizialmente le lesioni si trovano su

un polmone, ma con il progredire della malattia, le indicazioni si manifestano in entrambi i polmoni

nell'88% dei pazienti.[52]

Il 5% dei pazienti è stato ricoverato in unità di terapia intensiva, il 2,3% ha richiesto

una ventilazione meccanica e l'1,4% è deceduto.[53]

Nella maggioranza dei casi, al momento del ricovero in ospedale, i segni vitali appaiono

generalmente stabili,[54][12][55] mentre gli esami del sangue mostrano comunemente un basso numero

di globuli bianchi (leucopenia e linfopenia).[46]

I bambini sembrano reagire alla malattia meglio degli adulti poiché i sintomi sono generalmente più

lievi, ma mancano ancora prove sufficienti.[56]

La diagnosi viene effettuata grazie all'esecuzione di un esame di reazione a catena della polimerasi

inversa in tempo reale (rRT-PCR) su campioni biologici prelevati dal paziente. Il test può essere

eseguito su campioni di espettorato o di sangue.[60] [61][62]

 

Il test, quindi, utilizza la reazione a catena della polimerasi inversa in tempo reale (rRT-

PCR).[63][64][65] I risultati sono generalmente disponibili entro poche ore o, al massimo,

 

giorni.[66][67][68][69]

L'OMS ha pubblicato diversi protocolli di test per il SARS-CoV-2.[70][59] Gli scienziati cinesi sono

stati in grado di isolare un ceppo del coronavirus e pubblicare la sequenza genetica in modo che i

laboratori di tutto il mondo potessero sviluppare autonomamente test PCR per rilevare l'infezione

da virus.[71][72][73][74]

La diagnosi di COVID-19 può essere formulata anche testando gli anticorpi.

 

[75] Tale metodica

utilizza un campione di siero sanguigno, e può fornire un risultato positivo anche se la persona si è

ripresa e il virus non è più presente nell'organismo.[76] Il primo test anticorpale è stato dimostrato da

un team dell'Istituto di virologia di Wuhan il 17 febbraio 2020.[77][76] Il 25 febbraio, un team della

Duke - NUS Medical School di Singapore ha annunciato un altro test anticorpale per COVID-19

che può fornire un risultato entro pochi giorni.[76][78]

Ad aprile 2020 non era stato approvato ancora alcun trattamento o vaccino per questa malattia[8].

Tuttavia, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) statunitensi hanno

consigliato di alleviare i sintomi assumendo regolarmente farmaci antinfluenzali, bevendo liquidi e

riposando.[82] Nei casi più gravi si potrebbe rendere necessario un trattamento finalizzato al

sostegno delle funzioni vitali, come la ventilazione artificiale o

l'ECMO. Intensivisti e pneumologi negli Stati Uniti hanno compilato le raccomandazioni di

trattamento di varie agenzie in una risorsa gratuita, il Libro Internet di Terapia Intensiva.

[83][84][85]

A febbraio 2020 sono stati iniziati test sull'impiego di alcuni farmaci per contrastare l'infezione del

virus.[86][87] Ricercatori della Qingdao University, Qingdao, Shandong, Cina hanno individuato 30

farmaci come potenziali risorse per l'infezione COVID-19.[88] Ricercatori coreani in uno studio in

 

corso di pubblicazione hanno testato su un modello in vitro (cellule in cultura infette da COVID-19)

ben 49 farmaci approvati dalla FDA identificandone 24 con efficacia antivirale (0,1 μM <IC50 <10

μM) contro il virus SARS-CoV-2.

Prevenzione

 

A aprile 2020 non esiste nessun trattamento o vaccino disponibile per l'infezione da SARS-CoV-

2.[89][90]

 

I coronavirus sopravvivono solo per alcune ore sulle superfici, quindi non vi è alcun rischio nel

ricevere posta o pacchi inviati da qualcuno che è infetto.[91] I metodi per rimuovere il virus dalle

superfici includono l'uso di disinfettanti a base di cloro, etanolo al 75%, acido

peracetico e cloroformio.

[92]

 

Nel corso della pandemia, alcuni paesi hanno richiesto alle persone di segnalare sintomi simil-

influenzali al proprio medico, soprattutto se hanno visitato la Cina continentale.[93]

 

Prevenzione individuale

Le misure raccomandate per contenere e prevenire l'infezione variano a seconda della probabilità

che le persone possano entrare in contatto con soggetti malati. Un certo numero di paesi ha

sconsigliato di viaggiare nella Cina continentale, nella provincia di Hubei o solo a

Wuhan.[94][95] Coloro che risiedono nelle aree ad alto rischio dovrebbero prendere ulteriori

precauzioni anche nei confronti di persone che non presentano sintomi.[96]

Altre raccomandazioni includono lavaggi frequenti delle mani con acqua e sapone, non toccare gli

occhi, il naso o la bocca a meno che le mani non siano pulite, coprirsi la bocca quando si tossisce,

ed evitare uno stretto contatto con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie (come tosse e

starnuti).[97][98]

Non ci sono prove che animali domestici, come cani e gatti, possano essere infetti.[176][183][184] In

ogni caso, il governo di Hong Kong ha avvertito tutti coloro che viaggiano fuori città di non toccare

animali, non mangiare carne di selvaggina e di evitare di recarsi in mercati di pollame vivo e

allevamenti.[185]

Prevenzione collettiva e di comunità

Tra le misure preventive di tipo collettivo si segnala che nel 2003, durante l'epidemia di SARS,

in Cina e Hong Kong le maggiori aziende della grande ristorazione collettiva adottarono l'obbligo di

indossare mascherine chirurgiche per il proprio personale di servizio, a tutela dello stesso e del

pubblico: tale categoria professionale è infatti particolarmente esposta a contatti potenzialmente

infettivi, sia attivi sia passivi.

Se infatti la media del tasso di riproduzione di base R0 per la COVID-19 è attualmente stimata tra 2

e 4, un addetto alla somministrazione di cibi e bevande, se non adeguatamente protetto, può

realizzare con il suo droplet salivare fino a centinaia o migliaia di contatti a rischio per ogni turno

pasto (in base al numero di coperti serviti). Allo stesso modo un addetto alla sparecchiatura non

dotato degli opportuni DPI si troverà esposto al contatto con stoviglie sporche e resti alimentari

recenti di una grande quantità di clienti (peraltro difficilmente rintracciabili in sede di successiva

indagine epidemiologica).

Ulteriori interventi nel settore ristorazione possono consistere nel divieto di distribuzione

a buffet sia dei cibi sia delle stoviglie.

Questo tipo di misure di mitigazione del rischio espressamente mirate alle categorie professionali

più critiche (al contrario degli interventi collettivi molto più radicali adottati prima in Cina e

successivamente in Italia e altri Paesi del mondo, che vanno dalla chiusura delle scuole

 

all'isolamento di interi centri abitati), è attuabile con continuità anche su periodi di tempo molto

lunghi o addirittura indefiniti, con costi e impatto socioeconomico pressoché trascurabili per la

comunità, e può quindi rivelarsi molto efficiente in termini di rapporto costi/benefici. Attualmente

non risulta, al di fuori della Cina, alcuna particolare direttiva sanitaria o obbligo di legge in tal

senso.

 

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